Indirizzo: Via Roma, 16    

Basilica di Sant’Angelo

La posa della prima pietra avvenne l’11 maggio 1893, su progetto dell’architetto Guido Quercioli da Roma, ad opera di Padre Giacinto da Belmonte, con solenne celebrazione eucaristica. L’inaugurazione avvenne il 17 luglio del 1898, dal Vescovo Mons. Vincenzo Ricotta. La Chiesa è dedicata all’Immacolata e custodisce l’urna cineraria del Beato Angelo, opera di E. Sabatino da Osimo.

Il è stata insignita del titolo di Basilica Minore.

La facciata della Chiesa, in pietra di Mendicino, presenta al centro un finestrone a balconata, è ornata da quattro nicchie con statue di marmo raffiguranti San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova in alto, l’Addolorata e il Beato Angelo in basso, opere dello scultore Ernesto Biondi, è movimentata da lesene, cornici e da un cornicione di coronamento. Su quest’ultimo vi è un tramezzo sul quale poggia il fastigio, con rosone al centro, sormontato da una croce, di artigianato locale. Ai lati della facciata, vi sono due campanili simmetrici, con una finestra di vetro in basso e due rosoni sulle pareti non incorporate. I campanili, alti 31 metri, nella parte alta sono costituiti di quattro facce con finestroni, che riproducono il prospetto della chiesa, completi di fastigio e di cuspide piramidale.

A 40 m. dai grandiosi campanili si slancia superba verso il cielo la cupola, alta m. 35, con gli elementi che la compongono, cioè il tamburo con i finestroni, la cupola propriamente detta e la lanterna sormontata da una croce.

Sulla facciata si può ammirare il portone interamente realizzato in bronzo, del peso di 54 quintali, dove sono raffigurate le sette virtù teologali, Gesù con i suoi Discepoli e lo Stemma pontificio con l’elevazione a Basilica Minore da parte del Papa Giovanni Paolo II, il 21 Luglio del 1980.

La navata unica, esclusa l’area presbiteriale, è lunga m. 50, alta m. 23, larga m. 15, con archi ciechi alle pareti, nei quali sono stati collocati altarini in marmi policromi, costruiti a Napoli ed i quadri con i santi a cui sono stati dedicati.
L’ingresso presenta un pronao con due colonne, sulle quali è stata sistemata la cantoria con l’organo monumentale, dalle tremila canne e due tastiere, opera della ditta Rufatti di Padova. A destra vi si trova il quadro di San Michele Arcangelo, a sinistra un quadro raffigurante la Porziuncola.

a volta a botte è riccamente decorata con miracoli del Beato; gli affreschi sono del napoletano Vincenzo Montefusco e, successivamente restaurati dal calabrese Emilio Juso da Rose.

Il pavimento è di granito a grandi riquadri che richiamano motivi geometrici. Il presbiterio, poco più rialzato del pavimento, ha la forma di un rettangolo largo 15 metri, quanto la navata, e profondo 10 metri, ha un elegante pavimento in marmo rosso; l’aula lo ha in granito, che offre l’effetto di un grande tappeto, percorso da una simbolica croce. Al centro c’è il nuovo altare per la celebrazione delle messe, poi c’è il vecchio altare in marmo policromo, ristrutturato per ricavarne un sedile, sormontato dal quadro dell’Immacolata, fedele riproduzione del quadro di Guido Reni.

Nel transetto destro vi è il fonte battesimale col quadro della pietà. Nel transetto sinistro c’è il coro ligneo ed un quadro dedicato al Crocifisso.

Nei pennacchi sotto la Cupola sono stati dipinti i quattro Evangelisti.

Partendo dall’ingresso, si trovano a destra i cinque altari con quadri dedicati rispettivamente, a San Giuseppe, alla Madonna di Lourdes, a San Francesco di Paola, al Cuore di Maria e a Sant’Antonio di Padova.

Tra il quarto ed il quinto altare c’è il pulpito in marmi policromi su due colonne. A sinistra quattro altari con quadri dedicati, rispettivamente, alle anime sante del Purgatorio, al Cuore di Gesù, alla Madonna del Rosario ed a San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate.

Tra il secondo e il terzo altare, si trova la Cappella del Beato Angelo con l’Urna bronzea del Sabatini, sistemata su un sarcofago sopraelevato di granito grigio, che accoglie la ricomposizione delle ossa del Beato, eseguita dall’antropologo Ettore Brandizzi. Nella Cappella vi è un mosaico, che imita quello paleo-cri stiano ravennate, composto di tessere di onice, gialli di Siena e di oro, nel quale sono sintetizzati, simbolicamente, ad opera dell’artista padre Ugolino da Belluno, gli ideali del Santo cappuccino . Più in alto una croce gemmata con i segni delle piaghe.

Dietro l’altare maggiore vi sono altri quadri dedicati alla Madonna del Carmelo, al Beato Angelo, alla Sacra Famiglia, a San Nicola di Bari, ancora al Beato Angelo che affida i suoi concittadini alla protezione dell’Addolorata, infine due quadri di altri Santi.

Le tredici tele degli altari sono copie di capolavori, eseguiti a Napoli, da valenti maestri del pennello.

Il tabernacolo è pregevolissimo per la finezza del disegno e la particolare cura dell’esecuzione.

 

 

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